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LIGURIA, NO DEPURATORE? NO CASA!

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"Un'ulteriore proroga per la legge 4/12, i comuni senza depuratore non potranno più rilasciare nuovi permessi a costruire e varianti urbanistiche che prevedano aumento di carico insediativo".
 
Importanti novità che assorbono il Decreto "del Fare" e il Decreto "Sblocca Italia" del Governo. Bocciati i due emendamenti di Forza Italia suggeriti dai sindaci e dagli amministratori locali.

"Ieri, in Consiglio Regionale, la maggioranza di Sinistra ha respinto due emendamenti presentati da Forza Italia dietro suggerimento di molti sindaci ed amministratori locali, soprattutto del ponente della provincia di Savona".
Lo fa sapere il Capogruppo di Forza Italia in regione Marco Melgrati che continua: "il primo chiedeva di dilazionare ulteriormente il termine di 3 anni, portandolo, di fatto, a 6 anni (all'atto di approvazione della legge era stato fissato in 3 anni) che era stato dato per l’approvazione di piani urbanistici comunali e di strumenti urbanistici attuativi e delle relative varianti o l’approvazione di progetti comportanti la modifica dei piani o degli strumenti urbanistici attuativi che determinino l'incremento del peso insediativo, in assenza di impianti di depurazione. Non aver accolto questo emendamento porterà alla paralisi dell’attività edilizia dei comuni che, ad oggi, non sono dotati di impianti di depurazione, facendo mancare così quelle limitate risorse che derivano da interventi già programmati ed inseriti negli strumenti urbanistici comunali, creando un danno economico ai comuni stessi e agli operatori della filiera dell’edilizia".
Spiega ancora Melgrati: "l’altro emendamento bocciato era teso a evitare che sorgessero difficoltà d'interpretazione e contenziosi sull'accezione immobili vincolati, per agevolare il lavoro degli uffici tecnici; ritenevamo che fosse necessario, relativamente all’art. 10 comma 2 lettere: e) e bis) della L.R. n° 16/08, specificare se per "immobili vincolati" s'intendono solo quelli con vincolo specifico o anche le zone/aree soggette a vincolo paesaggistico ai sensi degli art. 136-142 del D.Lgs n°42/2004. Infatti, questa norma ha un senso per gli immobili che hanno un vincolo puntuale e specifico mentre parrebbe non averlo per gli immobili di nessun pregio architettonico o valenza storica che ricadono in zone non soggette a vincolo paesaggistico generico, ai sensi degli art. 136-142 del D.Lgs n° 42/2004. L’interpretazione della Giunta è stata che il vincolo è esteso anche agli edifici non vincolati puntualmente, anche solo ricadenti all’interno della zona di vincolo".
"Approvate invece - fa sapere il Capogruppo di Forza Italia in Regione - importanti modifiche alla legge 16. Quella sulle variazioni catastali, per esempio:"ove la comunicazione di fine lavori sia accompagnata dalla prescritta documentazione per la variazione catastale, quest’ultima è tempestivamente inoltrata dall’amministrazione comunale ai competenti uffici dell’Agenzia dell’Entrate". Questo va a chiarire in maniera inequivocabile e pone uno stop all’assurda proposta del Governo Renzi che aveva "per legge" delegato ai comuni la redazione della pratica catastale; comuni che, come già avevo avuto modo di dire, non hanno nè i mezzi tecnologici, nè il personale, nè le risorse economiche per riuscire a soddisfare questa "novità" del Governo Renzi".
"Altra importante modifica - continua il consigliere regionale - è l’introduzione nell’art.18 sulle distanze tra edifici e il fatto che non costituisce creazione di un nuovo piano della costruzione il recupero dei sottotetti non abitabili ai sensi della ridetta legge regionale 24/2001 e s.m, andando a sancire un concetto già chiarito nella Legge dei Sottotetti".
"Un’ulteriore importante modifica è quella relativa al chiarimento, sempre rispetto alla legge introdotta dal Governo nazionale, sul carico insediativo relativo ai frazionamenti. La norma nazionale prevede che, per i frazionamenti di alloggi esistenti, non siano dovuti oneri di urbanizzazione e costruzione in assenza di carico insediativo. La Regione introduce un motivo di chiarezza andando ad individuare l’aumento del carico insediativo con un incremento di superficie di 25 metri quadrati. Quindi, per un frazionamento da 1 a 2 alloggi con aumento di superficie inferiore ai 25 mq, non solo non si pagheranno oneri ma non sarà dovuto nemmeno l’asservimento di parcheggi pertinenziali. Diversa cosa sarà per frazionamenti da 1 a 3 alloggi o più, e con aumento di superficie oltre i 25 mq: in questo caso saranno obbligatori i parcheggi pertinenziali".

Genova, 25.03.2015


3/26/2015 07:36:00 PM

LA MACCHINA DELLE EMOZIONI

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Modellazione computazionale delle emozioni umane su macchina, agli albori della "matematica del pensiero" come immaginata da Alan Turing, George Boole, Gottfried Wilhelm von Leibniz...

di Andrea Sicco

In quello che definiremo il "limite umano" potrebbe risiedere "la risposta allocata" a determinati quesiti anche esistenziali; se l'uomo fosse un'entità infinita e infinitamente intelligente, non sarebbe possibile isolare, in un modello finito di risposta, una porzione individuata e definita del meccanismo alla base del pensiero e dell'agire umano per poterla poi ulteriormente analizzare, acquisire, schematizzare e scomporre, traducendola in algoritmi esecutivi e autogestibili da macchina.
Il ruolo delle emozioni nel comportamento umano, per le scienze computazionali, rimane un dibattito sempre aperto e oggetto di studio piuttosto rilevante. La matematica dei "modelli di riferimento", per esempio, costituisce una risposta computazionale alle difficoltà di riprodurre tutti gli aspetti della mente, da quelli logici e razionali a quelli creativi ed emotivi. La modellazione computazionale è una metodologia per la riproduzione dei processi da modellare, per l'esplorazione dei fenomeni e delle teorie che possano dare risposta di tali processi, rendendo maggiormente comprensibili campi apparentemente intricati perché parzialmente, totalmente inesplorati e, quindi, scientificamente ancora sconosciuti. Questa metodologia offre numerosi spunti per la valutazione di tutte le possibili ramificazioni teoriche riguardanti campi di studio apparentemente complessi. Il modello computazionale di un processo è un programma per computer, per il quale si predispongono determinate richieste, attendendo necessariamente che il programma medesimo possa riprodurre il comportamento di un processo modellato. I modelli computazionali, come sistemi dinamici, si eseguono su sistemi automatici di elaborazione e di risposta ma aprono nuovi campi di ricerca per scienziati cognitivi, introducendo ulteriori problemi di metodo. Il metodo di osservazione del comportamento di un modello particolare, per esempio, è utile per ottenere informazioni sugli effetti, a lungo termine, di un meccanismo evolutivo. Talvolta, non risulta necessario realizzare un apposito programma che modelli una teoria complessa e concettualizzata perché è proprio mediante lo studio e la ricerca delle varianti computazionali che risulta possibile lo sviluppo di una comprensione dei dettagli teorici, dettagli che, altrimenti, non sarebbero raggiungibili. Risulta possibile lo sviluppo di una teoria supposta e implementarne un modello computazionale che riveli se, la teoria, era stata in realtà fraintesa. Gli svantaggi che si associano riguardano sia la strategia metodologica che la particolare natura dell'area di applicazione. L'output del programma, il comportamento del modello, dev'essere interpretato e tradotto, così come per gli elementi significativi del dominio del modo reale con cui è stato modellato. Risultano necessarie alcune giustificazioni per sostenere l'interpretazione scelta per il comportamento di un modello. Il modellatore deve poter spiegare il significato di certi aspetti del comportamento del modello stesso e di altri aspetti non rilevanti; si analizza se l'esecuzione del programma, quando raggiunge risultati, è determinata dalla teoria programmata o se viene distorta da aspetti teoricamente non significativi, dal modello o dal particolare sistema di macchina su cui il modello stesso viene implementato ed eseguito.
Aristotele ebbe una visione di emozione simile alle moderne teorie nell'ambito della psicologia, sostenendo che le emozioni hanno un ruolo utile, soprattutto nelle interazioni con gli altri. Per esempio, coloro che esprimevano un sentimento di rabbia al momento opportuno erano lodevoli mentre quelli privi di questo sentimento, in quello stesso frangente di vita, erano considerati anomali. Gli stoici, in merito, ebbero una visione assai differente. Seneca considerò le emozioni come una minaccia alla ragione, sostenendo che la ragione è potente finché rimane isolata dalle emozioni. David Hume sostenne che la ragione è, e dev'essere "ancilla delle passioni umane". Herbert Alexander Simon sostenne che le emozioni sono state utili come funzione critica in un comportamento intelligente, come capacità di "interrupt" per fornire il mezzo per un organismo, di spostarsi tra obiettivi concorrenti, così da bilanciare trasformazione reattiva e deliberativa. Marvin Lee Minsky propose alla comunità scientifica l'interrogativo se un robot potesse essere intelligente pur essendo privo di aspetti emozionali. La ricerca in ambito di intelligenza artificiale risulta avere una prospettiva piuttosto stoica, trattando l'emozione antitetica all'intelligenza. Per la ricerca moderna, nell'ambito delle neuroscienze e della psicologia, le teorie di valutazione delle emozioni sottolineano il ruolo di ragionamento in "suscitare emozioni" e spiegano "la visualizzazione delle emozioni" come derivante da valutazione delle persone nel rapporto con l'ambiente che guida risposte adattative. Recenti studi stabiliscono un ruolo critico dell'emozione nel processo decisionale. I deficit neurologici, in emozione e lavorazione, conducono a deficit nel processo decisionale. In linea con la visione di Simon, le persone arrabbiate sono, per esempio, più veloci a percepire le minacce e, solitamente, ad innescare una risposta aggressiva. Secondo un'interpretazione aristotelica della realtà, le manifestazioni emotive trasmettono informazioni sulle convinzioni di un individuo, sui desideri e sulle intenzioni, servono per informare ed influenzare gli altri. La rabbia ed il senso di colpa possono migliorare le utilità di gruppo, minimizzando i conflitti sociali. L'espressione di disagio indurrebbe invece al sostegno sociale. Ciò che rende questi segnali potenti, secondo Hume, è la conoscenza condivisa del "potere motivazionale di un'emozione". Possiamo credere che qualcuno si senta in una situazione spiacevole, ma, spesso, ciò che ci motiva ad agire è il contenuto emozionale percepito nel comportamento della persona come la rabbia di un genitore o le grida di un bambino nel disagio. Questa ricerca ha generato interesse per la "modellazione dell'emozione" sia nel campo dell'intelligenza artificiale che in quello della robotica. La ricerca ha esplorato "modelli computazionali di emozione" come un modo per affrontare il controllo e i principi decisionali compromessi, indirizzando risorse cognitive verso problemi di adattamento per un organismo.
Questa premessa rappresenta l'essenzialità del principio primo su cui l'ICT Open Group di ALASSIO iTEK si basa e si baserà per i propri studi e le proprie ricerche nel campo scientifico e tecnologico della modellazione, della simulazione e del controllo di sistemi per l’automazione. Già da anni, il nostro gruppo pone in essere algoritmi eseguibili, in via del tutto sperimentale, su macchine ovviamente non ancora dotate di libero arbitrio e coscienza propria ma progressivamente migliorate nel tempo e sotto vari aspetti, da quello operativo a quello energetico. Da più di tre anni collaboriamo con colleghi e docenti, condividendo idee e risultati, affiancando studenti per la preparazione delle proprie tesi. Anche per noi, il punto di partenza è costituito dall'analisi dei meccanismi che regolano il pensiero umano, ovvero di come la nostra mente (il software) interagisce con il nostro corpo (l'hardware) e viceversa, e sull'isolare una porzione del "meccanismo universale di risposta umana" in un "essenziale prototipo finito di risposta simulata" che si basa sul "principio di esclusione" durante la fase di scelta di un pensiero, di un comportamento e di un'azione. Da ciò si possono ottenere risultati positivi/negativi e nuovi quesiti, quelli che noi traduciamo in algoritmi, in primi tasselli, in primi passi verso una maggiore comprensione del concetto più generale delle modalità di risposta umana. La creatura uomo è in grado di trovare, ed ottenere, soluzioni drammaticamente pessime o semplicemente fantastiche perché dotata di intelligenza basata su coscienza propria e libero arbitrio. L'intelligenza umana è quel fondamentale requisito che permette l'autonomia, l'adattamento, la sopravvivenza ed il progresso. La sperimentazione, con opportuni algoritmi basati sul principio di esclusione durante una delle fasi di scelta di un pensiero, di un comportamento, di un azione da intraprendere, mostrerebbe, per esempio, un percorso standardizzato che l'uomo intraprende continuamente ed inconsciamente ad ogni istante della propria esistenza. Si giunge così ad una schematizzazione di quella che potremmo intendere e definire come "imprevedibilità umana" e non solo; meccanismo con cui l'essere umano esclude ciò che ritiene arbitrariamente giusto da pensare, da compiere e viceversa, in un determinato momento. La dotazione di partenza è la componente genetica, le caratteristiche acquisite sono la componente ambientale e la struttura della mente è la componente autoreferenziale. Nell'uomo si verifica una sorta di rimescolamento, una fulminea elaborazione di idee precedentemente acquisite, archiviate e costantemente riordinate ed interconnesse, provenienti dalla realtà esterna, da altri uomini e/o già presenti nel proprio sistema di elaborazione e di rielaborazione perché recepite e acquisite personalmente dalle proprie esperienze già dalla fase iniziale della propria esistenza. Le scelte potrebbero non portare necessariamente a risultati finali, potrebbero essere ottime scelte o scelte errate ma, quest'aspetto, l'uomo non può prevederlo, può solo dare inizio a fasi come l'immagazzinamento, l'elaborazione, la rielaborazione, l'esclusione, la scelta e l'azione. Per concludere, il grande incremento della potenza di calcolo è, e sarà un aspetto determinante per avvicinare ai tempi di risposta dell'uomo, i tempi di risposta della macchina.


3/26/2015 11:08:00 AM

WI-FI GRATUITO IN LIGURIA

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"Liguria WiFi" è il progetto della Regione Liguria al fine di creare una rete wireless federata per lo sviluppo turistico e socio economico del territorio ligure.

Informazioni sui servizi, modalità per le iscrizioni e mappa degli hot-spot, disponibili sul sito: www.regioneliguriawifi.it

In caso di ente locale, e-mail per aderire e scrivere a "Liguria WiFi": liguriawifi@regione.liguria.it


Elenco dei comuni liguri coperti dal servizio:
Ameglia, Alassio, Altare, Arcola, Aurigo, Bargagli, Bogliasco, Borghetto Santo Spirito, Borzonasca, Cairo Montenotte, Campoligure, Caravonica, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogoleto, Coreglia Ligure, Cosio d’Arroscia, Costarainera, Crocefieschi, Davagna, Dolcedo, Follo, Fontanigorda, Levanto, Mele, Mendatica, Montebruno, Montegrosso Pian Latte, Murialdo, Neirone, Olivetta San Michele, Orero, Ortonovo, Pieve Ligure, Pignone, Prelà, Ranzo, Rapallo, Recco, Rezzo, Riomaggiore, Riva Ligure, Ronco Scrivia, Rossiglione, San Lorenzo al Mare, Santo Stefano Di Magra, Savignone, Sesta Godano, Sori, Tribogna, Uscio, Varese Ligure, Vasia, Vendone, Ventimiglia, Vessalico, Vezzi Portio, Vobbia. Presto saranno attivati Bergeggi e Bolano.

Rete wi-fi gratuita in corso di attivazione anche nelle Asl e negli ospedali liguri.

Dal 1° marzo, la città di Genova avrà 190 punti di accesso:
55 in 46 aree pubbliche,
18 in 9 aree pubbliche attrezzate,
62 in 20 uffici pubblici,
38 in 13 biblioteche,
17 in 7 musei.

Più di 30000 utenti iscritti, più di 1000 accessi giornalieri, per un traffico medio settimanale di circa 30 gigabyte.
Da evidenziare l’integrazione con i servizi della Protezione civile e la realizzazione di un'app che gestisca on-line sia le informazioni a livello sanitario che quelle in ambito sociale e culturale in Liguria.
Inoltre, si procederà al potenziamento della rete mediante ulteriori investimenti, così come previsto dai progetti di "Banda Ultra Larga" e "Liguria WiFi 2.0", progetti utili anche in ambito di sicurezza pubblica e di controllo del territorio ligure e non solo.
La Regione Liguria, per la banda larga, ha investito 25 milioni di euro tramite "Liguria Digitale", ex "Datasiel", in un progetto che ha raggiunto oltre 140 comuni e 700 frazioni. La copertura del territorio ligure è garantita da 300 ponti radio e dalla stesura di oltre 300 km. di fibra ottica.
"Liguria WiFi" risulta essere un’unica rete ligure di punti di accesso nei comuni della regione. Il progetto fu avviato nel 2014 e, attualmente, eroga più di 100000 ore di connessioni gratuite a internet.

Tra la seconda metà del 2014 e la fine del mese di febbraio 2015 sono state poste in essere:
la piattaforma di autenticazione centralizzata e unificata,
il primo nucleo di aree wi-fi (126 distribuite in 60 comuni).
Entro la fine del 2015:
il completamento di una rete di circa 400 aree in 119 località, su un totale di 235 comuni liguri.

L’utente iscritto potrà utilizzare le proprie credenziali in più zone della Liguria e, secondo gli accordi con il circuito nazionale "Free Italia WiFi" e la predisposizione di futuri accordi con le regioni transalpine, anche fuori dai confini regionali.
Previsti nuovi accordi con le aziende private che erogano un servizio pubblico, con gli esercizi commerciali, con le imprese turistiche e con i gestori di eventi.
"Liguria WiFi" sarà accessibile e aperta anche a chi transiterà dalla Liguria con credenziali ottenute mediante reti federate.
Ad oggi, la rete risulta predisposta per l'accoglienza delle utenze dei principali operatori wi-fi internazionali.


3/02/2015 06:33:00 PM

Impianti fotovoltaici, interrogazione e lettere

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Marco Melgrati 
Capogruppo di Forza Italia per la Regione Liguria

"Assurda sperequazione, serve un'integrazione al protocollo d'intesa tra Regione e Soprintendenza per evitare comportamenti  difformi e dubbi interpretativi tra Comune e Comune..."


Impianti fotovoltaici che non necessitano di autorizzazione paesaggistica: sperequazione tra impianti integrati e aderenti. Uffici comunali nell’incertezza. Necessario intervenire. Presentata interrogazione urgente e lettera all’assessore Cascino e al Sovrintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Regione Liguria.

L’importanza delle energie rinnovabili e la necessità di realizzare impianti fotovoltaici sui tetti delle costruzioni esistenti aveva portato la Regione Liguria a modificare il testo della Legge 16 del 2008, peraltro, su disposizioni del Governo, introducendo l’art. 21 ter, dove viene specificato che per queste tipologie di impianti si applicano le procedure della comunicazione e della procedura abilitativa semplificata senza la necessità della autorizzazione paesaggistica. Questo deriva da un protocollo d’intesa siglato in data 9 febbraio 2012 dalla Regione Liguria, Dipartimento Pianificazione Territoriale e Urbanistica e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria. Questo protocollo specifica che per gli interventi aventi all’oggetto pannelli solari termici o impianti fotovoltaici non è necessaria l’autorizzazione Paesaggistica di cui all’art. 146 del D.Lgs. n. 42/2004, richiamando l’articolo 21 comma 6 oggi, di fatto, sostituito dall’art 21 ter comma 4.

"Il problema - denuncia il capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati - nasce dal fatto che nel protocollo tra Regione e Soprintendenza si parla di impianti "integrati" e non di impianti aderenti o appoggiati alla copertura, come accade nella quasi totalità dei casi. Di qui, le disparità di trattamento tra Comuni e Comuni denunciate dagli installatori. Infatti, alcuni Uffici Tecnici Comunali interpretano in maniera estensiva questa semplificazione, altri sono rigidi e, in caso di impianti "aderenti" alla copertura ma non integrati, pretendono l'autorizzazione paesaggistica con aggravio dei costi per l’utente e di allungamento dell’iter che spesso porta i cittadini a rinunciare all’impianto".

"La differenza tra integrato e aderente - continua il capogruppo di Forza Italia Melgrati - dal punto di vista architettonico, è di circa 10 cm, dovuti alla differenza di spessore del profilo di ancoraggio dei moduli più lo spessore dei moduli stessi (appunto circa 10 cm. totali) nel caso di impianto aderente. Sfido chiunque a 20 ml. di distanza dall'impianto o anche meno, (e stiamo parlando di tetti, non di facciate al livello strada), a riconoscere le due tipologie... Inoltre, realizzare un impianto integrato, comporta, per il cliente, un esborso notevole in quanto dovrà demolire il tetto con tutto ciò che comporta, compresi i rischi di infiltrazioni d'acqua; un'imposizione del tutto gratuita e dannosa proprio per lo spirito dichiarato, in premessa, di agevolare le installazioni... In tal senso, non mi pare che si sia ottenuto un risultato; in alternativa, mandare la pratica in esame alla commissione integrata e redigere una relazione paesistica è perdita notevole di tempo. Infatti, ogni volta che si presenta una pratica di comunicazione di inizio lavori, le risposte dei vari Uffici Tecnici Comunali sono diverse per elasticità d'interpretazione o rigidità di applicazione per cui può essere un'odissea che va palesata al cliente che quasi sempre si arrende perché si sente vessato e preoccupato per le spese derivanti, aggiuntive ed inutili... mentre basterebbe aggiungere alla parola "integrati", le parole "o aderenti" alle premesse contenute nel "considerato" del protocollo di intesa tra Regione e Soprintendenza. Una soluzione semplice e di buon senso".

"E' quindi necessario e urgente - conclude Melgrati - modificare, in questo senso, il protocollo di intesa tra Regione e Soprintendenza anche per aggiornarlo sulle intervenute modifiche della Legge 16 del 2008 e dare un'interpretazione certa che consenta ai Comuni un atteggiamento univoco nei confronti dei due tipi di installazione. Per questo, ho presentato un'interrogazione urgente e ho scritto una lettera all’assessore Cascino e al Sovrintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Regione Liguria".

Genova, 19.02.2015

2/20/2015 06:37:00 PM

DIDAMATICA 2015 ALL'OMBRA DELLA LANTERNA

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Studio ergo Lavoro
Dalla società della conoscenza
alla società delle competenze
 


Genova ospiterà la 29esima edizione di DIDAMATICA
 
Si terrà ad Aprile nei giorni 15, 16 e 17 ed è organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Genova,
con la partecipazione del MIUR - Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e AgID - Agenzia per l’Italia Digitale
 
Promosso annualmente da AICA, il convegno si propone di fornire un quadro ampio e approfondito delle ricerche, degli sviluppi innovativi e delle esperienze in atto nel settore del digitale applicato alla didattica.
 
Dedicato a tutta la filiera della formazione, DIDAMATICA realizza un ponte di comunicazione tra il mondo della scuola, della formazione e della ricerca, nei contesti pubblici e privati, proponendo e incentivando un uso consapevole delle Tecnologie Digitali.
E’ l’appuntamento cui studiosi, docenti, formatori del mondo della scuola, dell’università, delle aziende, della ricerca e delle istituzioni non possono mancare.
"Studio ergo Lavoro - Dalla società della conoscenza alla società delle competenze" sarà il tema portante dell’edizione di quest’anno e gli argomenti per i quali si sollecitano contributi comprendono:
 
o  Agenda Digitale: Formazione e Lavoro
o  Ambienti di apprendimento mobili (M-learning) e/o basati su radio o televisione digitale (T-learning)
o  Ambienti virtuali di apprendimento e mondi 3D
o  Applicazioni del Project & Problem-based Learning
o  Aspetti pedagogici nell’e-learning
o  Certificazioni Informatiche e Pedagogiche nella riforma e nella scuola digitale
o  Cittadinanza digitale e inclusione sociale
o  Coding: esperienze d'uso della programmazione nella formazione scolastica
o  Competenze di e-Health, Competenze di e-Leadership, Competenze specialistiche ICT
o  Competenze digitali degli attori della Scuola
o  Computational Thinking / Pensiero Computazionale
o  CSCL - Computer Supported Collaborative Learning
o  Cultura digitale, Cittadinanza digitale, e-Government, Open Government
o  Cyber Security, Information Security, Digital Forensics
o  Didattica ludica: giochi, simulazioni, business games e serious games
o  E-Learning nella formazione professionale e permanente
o  E-learning via Web, Web 2.0, Web Semantico
o  Esperienze di programmi televisivi, radiofonici, trasmessi via web per la promozione della cultura digitale
o  Esperienze di Tecnologie Didattiche nei Progetti Operativi Regionali (POR) e Nazionali (PON)
o  Esperienze innovative: cl@ssi 2.0, Scuole 2.0, …
o  Formazione peer-to-peer fra docenti
o  Inclusione Digitale
o  Intelligenza artificiale, Interazione Persona-Calcolatore
o  La figura professionale dell’e-Facilitator
o  Libretto Formativo del Cittadino e competenze digitali certificate
o  Makers e FabLabs
o  Modalità di fundrasing della Scuola per l’innovazione
o  MOOCS - Massive Open Online Courses
o  Neogeografia
o  Nuove figure professionali nate in coerenza con eCF
o  Nuovi Paradigmi per l’Apprendimento
o  Problem Posing & Solving
o  Progettazione e sviluppo di contenuti per l’e-learning
o  Proprietà intellettuale nell’e-Learning
o  Scuola Digitale e Formazione Docenti
o  Servizi formativi e informativi diffusi sul territorio
o  Sistemi robotici nella didattica e per il lavoro
o  Talenti ed eccellenze nel campo digitale: individuazione e sviluppo
o  Tecnologie informatiche e didattiche nell'insegnamento-apprendimento delle discipline: e-learning
o  Tecnologie informatiche e didattiche per i diversamente abili
o  Technology Enhanced Learning e Formazione Professionale
o  Valutazione delle Tecnologie Informatiche per la didattica
 
I lavori proposti, che saranno valutati dal Comitato Scientifico, verranno allocati secondo la seguente tipologia:
 
§   Contributi metodologici
§   Contributi sugli strumenti tecnologici
§   Esperienze e casi di studio
§   Riforma e nuovi scenari per l’apprendimento
 
Il Call for Paper è allegato, istruzioni agli autori per la sottomissione dei lavori e altre informazioni saranno disponibili a breve sul sito www.didamatica2015.unige.it
 
La scadenza per l’invio delle proposte è il
13 marzo 2015

2/11/2015 11:46:00 AM

Alassio, depuratore: ultimo aggiornamento

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Ieri, lunedì 26 gennaio 2015



Marco Melgrati, capogruppo di Forza Italia, questa mattina presso il depuratore consortile di Borghetto Santo Spirito.

 
Presenti gli esponenti del
Comitato "Risolleviamo Borghetto Santo Spirito"


1/27/2015 05:09:00 PM

Depuratore, oltre al danno anche la beffa?

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Visto il grande interesse alla vicenda e all'argomento da parte di molti cittadini di Alassio e non solo, riteniamo opportuno pubblicare la sintesi dell'interrogazione urgente alla Regione Liguria presentata verso la fine di Dicembre 2014 da parte del capogruppo di Forza Italia Marco Melgrati in merito ai fondi Fas europei per la depurazione del Ponente ligure.


La premessa:


La Regione avrebbe intenzione di collegare il 70% del territorio albenganese all'impianto di depurazione di Borghetto, escludendo il 30% del territorio di Albenga ed entroterra, Alassio, Laigueglia, Andora e relativo entroterra, località turistiche costrette quindi a collegarsi a quello di Imperia.

I quesiti di Melgrati all'assessore all'ambiente Raffaella Paita (PD):


  • Esiste un piano industriale per il depuratore del Ponente?
  • Esiste un progetto esecutivo per la realizzazione di questo intervento?
  • Esiste un calcolo esatto della tariffa della depurazione, nell'ipotesi che venga effettuato l'intervento di collegamento con Borghetto?
  • Esiste un progetto per collegare Andora con il sistema depurativo della Provincia di Imperia?
  • Per la Comunità europea, un progetto che esclude una parte di territorio e relativi comuni turistici, sarà sufficiente per evitare la procedura di infrazione comunitaria oppure, oltre al danno di non avere la depurazione in questi comuni, avremo anche la beffa delle sanzioni comunitarie?

    Marco Melgrati: "l’ipotesi del depuratore di Alassio in Project financing prevedeva una tariffa a regime di 0,97 euro al metro cubo, in allora definita eccessiva dalla Provincia, che scendeva a 0,82 euro con un contributo di 3.000.000 di euro. Ora si parla di 3,50 euro"?

    "Leggo sui media le esternazioni del Sindaco di Borghetto Santo Spirito Gandolfo, preoccupato del fatto che, a regime, allacciato al depuratore il 70% del territorio albenganese e potenziato il depuratore consortile, la tariffa di depurazione potrebbe schizzare a euro 3,50, costo improponibile per i cittadini in quanto farebbe lievitare il costo dell’acqua al metro cubo come se fosse "acqua minerale…" Inoltre, appare evidente che manca un preciso crono-programma e, soprattutto, un piano industriale per gli investimenti".

    "L’interrogazione che abbiamo presentato nei giorni scorsi si prefigge di avere delle risposte certe da parte dell’assessore regionale all’ambiente Raffaella Paita e di fare chiarezza in merito alla questione tutt'altro che chiara. Infatti, appare evidente che il progetto che prevede il collegamento del 70% della città di Albenga al depuratore di Borghetto, non finanziando l’espansione del depuratore stesso, (operazione necessaria per la messa in funzione della depurazione) sia un'operazione finalizzata non alla soluzione del problema ma per evitare di incorrere nella prevista sanzione europea".

    "Come specificato nell’interrogazione, nulla si dice del destino di Alassio e di Laigueglia, delle vallate interne, del 30% del territorio del comune di Albenga e delle sorti di Andora, Testico e Stellanello, da collegare teoricamente con Imperia ma, in pratica, sospese nel limbo dell’incertezza e dell’indeterminazione".

    "Chiediamo di comprendere finalmente se sia tornato di attualità il depuratore autonomo di Alassio (con Laigueglia) che, dai conti del Projet financing, sembrerebbe più appetibile, come costi di tariffa, di quello indicato dal Sindaco Gandolfo. O il Sindaco Gandolfo non sa di che cosa si parla oppure che venga smentito da qualcuno che abbia l’autorevolezza di farlo. E qualcuno ci dica anche come s'intende trovare la cifra di 50-60 milioni di euro necessaria a completare la depurazione del ponente ligure, preoccupazione che sembra essere anche quella del Sindaco di Borghetto Santo Spirito".

    "Soprattutto, dobbiamo conoscere con certezza i tempi per completare la depurazione del ponente perché non possiamo immaginare che città turistiche come Alassio e Laigueglia, così come Andora, possano ancora rimanere anni e anni senza soluzione al problema della depurazione".


1/08/2015 03:48:00 PM

Mobilificio FIORIN - un nostro progetto realizzato nel 1990

Mobilificio FIORIN - un nostro progetto realizzato nel 1990
Centro artigianale e commerciale sito in Leca d'Albenga (Savona), reg. Carrà, via al Piemonte n° 1. Progettista, direttore dei lavori e calcolatore dei cementi armati: Alessandro Sicco

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